Scopriamo come funzionano gli scaglioni Irpef e come si calcola l’aliquota di riferimento

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Tra le varie tipologie di imposte a cui ogni anno sono soggetti i contribuenti, ve ne sono alcune che vengono applicate in base a specifiche aliquote, che a loro volta suddividono i cittadini in base a determinate fasce di reddito.

Una di queste è l’Irpef, un tributo di cui cercheremo di parlare in maniera più approfondita nei paragrafi che seguono, analizzandone la natura e le tipologie di scaglioni in cui viene applicato dal Fisco.

Che cos’è L’Irpef?

L’Irpef è un’imposta di natura progressiva che riguarda il reddito annuo di ogni cittadino, e si applica sia ai lavoratori dipendenti che a liberi professionisti, imprenditori e pensionati, in quanto interessa le persone fisiche e non le imprese.

La sua progressività determina i cosiddetti scaglioni Irpef, i quali suddividono i contribuenti in fasce reddituali ben precise, a seconda del reddito dichiarato su base annua.

Ad ogni scaglione viene poi applicata un’aliquota percentuale, che a seconda della fascia è quella he determina il quantitativo di tasse che il contribuente deve pagare all’Erario.

L’Irpef viene applicata alle persone fisiche, cioè a tutti i cittadini residenti in Italia che possiedano rendite di ogni tipo, anche al di fuori dei confini nazionali.. inoltre si applica a chi non risiede in Italia, ma comunque ha delle fonti di guadagno all’interno dei nostri confini.

Infine vengono annoverate tra i contribuenti Irpef le cosiddette società di persone, così come le società di capitale che hanno optato per il pagamento da parte dei soci in base alla quota di partecipazione.

Scaglioni Irpef: cerchiamo di fare chiarezza

I cosiddetti Scaglioni Irpef rappresentano delle fasce di reddito che, all’aumentare del netto dichiarato del contribuente, collocano quest’ultimo in una specifica zona tributaria.

Una volta stabilito lo scaglione, viene applicata l’aliquota di riferimento, che ovviamente sarà più alta se il reddito del contribuente è salito da un anno all’altro, oppure si è ridotto.

In altre parole, più un cittadino guadagna, più alto sarà lo scaglione Irpef in cui si colloca, e di conseguenza più elevata sarà l’aliquota percentuale che stabilirà l’importo definitivo di tasse.

Gli scaglioni Irpef sono 5, suddivisi nel seguente modo:

  • Primo scaglione: da 0 a 15.000 euro annui;
  • Secondo scaglione: da 15.001 a 28.000 euro annui;
  • Terzo scaglione: da 28.001 a 55.000 euro annui;
  • Quarto scaglione: da 55.001 a 75.000 euro annui;
  • Quinto scaglione da75.000 euro annui in avanti.

Le aliquote Irpef suddivise in base allo scaglione di riferimento

In base agli scaglioni Irpef, di seguito riportiamo le aliquote di riferimento per il 2017: infatti queste sono soggette a possibili revisioni da parte dello Stato, il quale si riserva di modificarle di anno in anno:

  • Primo scaglione: aliquota Irpef del 23%;
  • Secondo scaglione: aliquota Irpef del 27%;
  • Terzo scaglione: aliquota Irpef del 38%;
  • Quarto scaglione: aliquota Irpef del 41%;
  • Quinto scaglione: aliquota Irpef del 43%.

A queste aliquote Irpef di carattere generale vanno poi aggiunte le cosiddette addizionali Irpef regionali e comunali, ossia una maggiorazione percentuale che varia da regione a regione, oltre che da comune a comune all’interno della medesima area geografica.