3 motivi per cui aprire un conto corrente per Partita IVA

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I professionisti che lavorano con Partita IVA da qualche anno ormai non sono più obbligati ad aprire un conto corrente dedicato alla loro attività professionale. Ciononostante sono tantissimi a scegliere di aprirne uno. Anche coloro che magari in un primo momento sono reticenti ed iniziano senza, nel giro di qualche mese finiscono con l’aprire un conto di questo tipo. I motivi sono diversi, ecco quali.

Il conto corrente del professionista: un flusso dinamico

Un freelance di solito lavora per diversi committenti e, di conseguenza, molto spesso periodicamente riceve pagamenti con provenienza diversa. Diversamente da un lavoratore dipendente, il professionista può avere accordi differenti anche con ogni cliente, in base al tipo di lavoro ed agli accordi presi. Può essere, quindi, che riceva il pagamento ogni fine mese in un caso ed a ogni chiusura di progetto in un altro. O ci sono anche lavori per i quali si richiede il pagamento anticipato o dove il compenso è suddiviso in due tranche: 50% prima e 50% dopo.

Nel contempo un professionista, oltre a ricevere pagamenti in maniera, diciamo, “disordinata”, può avere anche tante spese per la sua professione: deve pagare l’inps, le tasse, il commercialista, i prodotti per la sua attività, eventuali spese ed affitto di uno studio e molto altro, in base alla professione.

Perché un freelance apre un conto corrente pur senza obbligo legale?

1) Per gestire meglio i flussi di denaro

È facile capire che il flusso di denaro in entrata ed in uscita dal conto corrente di un lavoratore in Partita IVA è piuttosto “disordinato”. È per questo motivo che per gestire in modo preciso delle proprie finanze è opportuno avere un conto corrente aziendale che sia separato dal proprio personale per non mescolare le due cose. Tanto più, magari, se si intende condividere il conto con il proprio coniuge. Se si ha un conto corrente professionale è possibile sempre avere sott’occhio una panoramica di quella che è la situazione finanziaria, inteso come l’andamento, della propria azienda.

2) Favorire il controllo

In un quadro come questo appena visto, è chiaro che avere un conto corrente business, anche se si ha la Partita IVA e non è quindi obbligatorio, risulta essere vantaggioso non solo per gestire il denaro, distinguendo fra personale e professionale, ma anche in caso di un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Un conto corrente dedicato permetterà una verifica pressoché immediata e chiara del flusso di denaro: incassi, spese sostenute inerenti con il lavoro, pagamenti di F24 etc. Tutto quello che è conto personale, così potrà essere lasciato da parte e non si dovrà, probabilmente, giustificare.

3) Un conto corrente aziendale è comodo per il proprio lavoro

Il conto corrente business per un professionista è comodo anche per via delle tante funzionalità che gli vengono messe a disposizione. Pensiamo al conto Qonto per le Partite IVA: https://qonto.eu/it/freelancers/conto-corrente-partita-iva.

Con questo conto corrente online è possibile fare pagamenti di vario tipo comodamente e molto facilmente dal proprio smartphone con l’app o da sito web, quando occorre ed ovunque ci si trovi. Si possono effettuare pagamenti multipli se se ne ha la necessità e si ha una propria carta MasterCard per pagare comodamente le spese legate al lavoro.

I giustificativi spese possono essere allegati finalmente in pochi attimi con l’applicazione di Qonto, facendo una semplice fotografia con il cellulare allo scontrino e con la possibilità di aggiungere ad ogni spesa la percentuale di IVA, nonché dei tag e delle note personalizzate. Tutto con questo conto corrente diventa facile e rapido consentendo di gestire e controllare le proprie finanze senza dover perdere tempo ed in maniera precisa. In caso di bisogno o dubbi l’assistenza di Qonto è a disposizione per risolvere nel giro di 15 minuti ogni questione.